Ce lo ho detto
proprio a tutti. Ma se lo dicessi con voce alta, tutti mi sentirebbe meglio. Ma ho voce bassa, e nessuno mi ascolterebbe se non lo scrivesse. Il dottore me lo disse più volte: scrivi che ti passa. Sie, è passato ed è andato oltre. Nel frattempo che attendo il secondo passaggio, sono andato a guardarmi il trailer de "L'Arco"... fremo sempre per l'attesa. Un sito lo da in uscita per il 21 Ottobre, un'altro per il 4 Novembre. Al momento non credo mi creino troppo fastidio delle incoerenze di questo tipo, al limite si tratta di aspettare un paio di settimane in più, niente di male. Non ne vedo l'ora. Già da tempo ho iniziato a spammare su questo film, insistendo come film assolutamente da vedere. E credo prprio continuerò in tal senso. Veramente emozionante a dir poco... Coinvolgente... Fotografia unita a colonna sonora in maniera direi rara, quasi unica. Una sorta di Poesia fatta Film. Il soggetto è fiabesco, in questo senso "semplice", il che non vuol dire affatto semplicistico. Anche da una trama tranquilla e lineare, in cui gli eventi veri e propri sono pochi ed entro gli standard, quindi volendo "prevedibili", si ha una narrazione proporzionata delle parti della storia, un sviluppo dei personaggi lineare senza appesantimenti o scorciatoie inutili. Una recitazione che sembrerebbe semplice, ma sottolineo quel sembrerebbe. Sento già qualcuno che vorrebbe dire " ma che ci vuole a far due sorrisi ed un pianto". Bene, dico che ci vuole, e tanto. Riuscire a farli rendendo anche l'idea di quel che si vuole, senza mostrar difficoltà nel farlo e a maggior ragione facendolo passare per semplice vuol dire aver recitato bene. Come la recitazione di lei in Dolls, deve fare "solo" la parte della catalitica... Una recitazione a mio avviso ottimale, che personalmente prendo come ottimo esempio. In questo film poi ovviamente bisogna aggiungere come già detto la fotografia abbinata ad una musica coinvolgente. I dialoghi sono al minimo, direi tre in tutto il film. I due protagonisti non si sentono mai parlare. Potrebbe esser qusi un film muto, che tanto i dialoghi si intuiscono comunque. Non son essenziali per lo svolgimento, ma servono solo quasi di contorno. Per ricuperare quel numero tre tanto caro al regista e per inserire altresì il climax ascendente che si ritrova anche in altri suoi film. Anche l'immagine "sbiancata" simbolo di cambiamento mi sembrava di averla già notata almeno in un altro film di Kim KiDuk... Ma me la tengo come affermazione insicura. Intanto inizio a preparare scorte di fazzoletti per l'unico film che è riuscito a farmi scorrere lacrime a scena aperta...

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