I topi non avevano
Nipoti. Da non credere. Comunque sta di fatto che una volta lessi una bella frase su di un bisglietto appicicato ad uno schermo di un computer. All'incirca diceva di ricordarsi di scrivere ogni giorno. Un fatto curioso che alle volte stimola a trovare argomenti di cui parlare o semplicemente di cui pensare. Inoltre mi ha stimolato a riprendere a leggere più assiduamente di quel che facevo negli ultimi periodi. Sono diversi i libri arretrati che ho la possibilità di leggere, ma naturalmente sono partito dall'ultimo, ovvero "La miseria in bocca" di Flann O'Brian. Dello stesso autore avevo letto in precedenza "Una pinta di inchiostro irlandese", uno dei miei libri preferiti per via della sua originalità e la volontà di confondere le idee con una punteggiatura particolare e dei vari piani narrativi che si incrociano di volta in volta. Da considerare che l'autore ha scritto testi "joyceiani", dal che si può dedurre quale siano i suoi intenti narrattivi. Ovvero prendere le strutture base, rimescolarle e tirarne fuori qualcosa d particolare. In quest'ultimo testo invece sembra più tranquillo dal piano narrativo. Sembra divertirsi moltodi più giocando con molteplici aspetti della vita gaelica. Lo stesso libro si presenta quasi come una autobiografia di un gaelico il cui intento è parlare della gaelicità e della bellezza di esser gaelico. L'ironia pervade il libro, in alcuni casi sembra sorprendente la fantasia dell'autore nell'inventare situazioni particolari o semplici nomi a sorpresa o a riprendere discorsi fatti in precedenza. In altri sembra scadere in scenette, battute, situazioni abbastanza prevedibili, quasi a livello barzelletta. Nel complesso me lo sto divorando, complice un'agile scrittura. Peccato per i rifrimenti linguistici e culturali al mondo gaelico. In alcuni casi sembrano evidenti i riferimenti a libri molto comuni in irlanda, per esempio, o a situazioni che possono esser realmente accadute anche se in altri termini. Probabilmente ha infarcito la narrazione con continui accenni di questa tiplogia. Ma comunque scorre. E in attesa trovo "Processo a Hamsun". Narrazione della vita dello scrittore norvegese, figura molto controversa: premio Nobel per la letteratura da un lato, dall'altro accusato di aver accettato e quasi favorito l'ingresso dei nazisti nel suo paese... Sembra prevalere nei sui confronti ormai una corrente più "buonista" che sembra sminuire gli aspetti negativi... ma sempre grandi fervori scatena il suo nome. Dell'autore in questione in effetti avevo letto qualche romanzo, e in particolare mi viene in mente "Fame" (sult), poiché di questa anrrazione vedemmo anche il film durante una lezione di danese. Ricordo poco della versione cinematografica, ma ripensando al libro credo che nopn fosse riuscito a trasmettermi precisamente le stesse sensazioni; in questo senso potrei dire che non mi fosse piaciuto molto, ma son ricordi vaghi. D'altro canto lo stesso professore ci fece vedere anche degli spezzoni di "The Kingdom", la serie di Lars von Trier. Ovviamente solo alcune parti, data la lunghezza, ma a posteriori mi è servita per potermi vedere tutta la serie con maggior attenzione e interesse. The Kingdom due" anche dovrei sempre vedere, ma diamo tempo al tempo. Che forse per ora mi sta per scadere... Altrimenti faccio presto a finir gli argomenti. Ciuf ciuf ciuf CIAF. Stiacciato qualcosa. Devo stare più attento a quando guido maremmaaa...

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