15.10.05

Saluto

il lettore cd. Una fumata bianca, ma non per festeggiare chissà quale nomina papale, anzi, per salutare il lettore cd/dvd nonché il masterizzatore. Una normale sessione in cui il computer rimane acceso con tutti gli ammenicoli dell'occasione. Personalmente so cazzeggiando un po' nell'indecisione sul cosa far seriamente, è ancora presto quando ciò accade. Poi il computer si riavvia, sarà stanco penso. E una sorta di fumata bianca. Strano penso: non è ancora morto il papa che già ne nominano un'altro? Che puzza di gomma bruciata tra l'altro. E la gatta che annusa l'aria incuriosita. In pochi istanti sembra sia entrata un banco, ma che dico, un'aula intera di banchi cattedra compresa di nebbia nella stanza. Qualcosa si deve esser bruciato. Già mi avevan dato problemi i suddetti lettori sicché provo a staccarli fisicamente, ed in effetti la nebbia non sembra voler tornare. Mentre tutto il resto sembra scorrere normalmente, tanto che il pannello di controllo del computer manco si accorge che due periferiche sono staccate... molto utile questo pannello... Ma vabbe', tanto il problema si sa quale è e di coseguenza la strada che si dovrebbe proseguire.
Ma al di la di questo mi torna alla mente che ier sera sarei voluto andare al cinema, ma poi vengo ad apprendere dello sciopero nel campo. Personalmente lo ho approvato, e di molto. Indi in una certa qual maniera vi ho partecipato rifiutandomi di andar nelle sale cinematografiche proprio ier sera. In sostanza è stato indetto causa i tagli nella finanziaria 2006 nel campo cinematografico, lirico e non solo. Alla base vi sta una semplice equazione che dice che meno soldi vuol dire meno possibilità d'azione nel campo. E già questo basterebbe. Si aggiunga che i tagli parrebbero sostanziali, molti meno fondi. Il che potrebbe aver ripercussioni decisamente negative. Innanzi tutto a livello culturale. Diverse manifestazioni a livello nazionale, locale e così via si troverebbero senza fondi. In sostanza salterebbero. Con conseguenze che definirei disastrose a livello perlappunto culturale. A qualcuno potrebbe fregargliene di meno, nonostanze la conoscienza sia alla base di una società. Beh, visto che il portafoglio per loro conta, si ricordino che molte persone (alcune stime parlano di migliaglia di persone) rischiano di rimanere a piedi... Non credo che anche questo sia auspicabile... Da considerare che singole aziende o singoli privati non sono interessati o possibilitati ad assumersi questo problema investendo nel campo. Al momento non mi sembra di scorgere industriali o simili "illuminati", ma semplicemente società che pensano al proprio portafoglio. Di qui la convinzione che tagli di questo tipo, anche in senso più generale, siano solamente dannosi. E che anzi, una sortya di stato sociale oggigiorno abbia a maggior ragione bisogno di una presenza statale che aiuti sia economicamente che organizzativamente. Ma il discorso si potrebbe far ancor più amplio e complesso, quale esso è.


ps: casi di taglio a livello locale sono molteplici, le avvisagle erano già arrivate da qualche anno purtroppo. Ora si stanno moltiplicando e formalizzando ancor più a livello nazionale.
Da notare anche che da un lato si tagliano i fondi per la cultura, dall'altro si toglie l'ici per gli immobili di poroprietà della chiesa cattolica romana, non tanto i luoghi di culto, ma quanto quelli per scopo commerciale... Evito in questo momento di far commenti...

14.10.05

Cose buone

Dal mondoBrulloBuonissimo



Osservo con attenzione quest'ottimo tomo di Gorgonzola sospirando il suo assaggio. Bono, non degli U2. Ma dei I ligemaade. Picolo giochetto linguistico altrettanto inutile. Rimane comunque la passione per i formaggi. Pare sia sostanzialmente italiana e francese. Ma per quest'ultima più snobbosa. I cugini sono sempre snobbosi. Hanno la puzza sotto il naso. Credono di esser il centro del mondo. Trattano gli altri dall'alto in basso. Se la tirano. Ora basta con i luoghi comuni. Saranno snobbosi ma mai quanto gli inglesi o gli svedesi. Si crederanno al centro del mondo, basta lasciarglielo credere che intanto a noi ci danno tanta di quella strada che sembrerebbe solamente invidia la nostra, o forse lo è. Ma basta così. Mi accontento di pensare al Tamigi, alla torre Eiffel, alla Gioconda, ai marsigliesi vestiti da marinai e mezzi mafiosi, e alla topa. Nel frattempo mi gusto la mia pasta ascoltando un mandolino aspettando la mamma. Ma ha senso tutto quello che ho scritto? Non saprei. L'unico che potrebbe avere è che il gorgonzola mi piace. Yuppiii!!!

12.10.05

Rutto

intorno a me. Certo come incipit non è di certo dei più fini. Non sono un tortellino e tantomeno simpatizzante di qeul Gainfry. Semplicemente preferisco maccheroni e altre persone con cui interrelazionarmi. Ma intanto riascolto per l'ennesima volta una certa colonna sonora, quella di OLD BOY, in alcuni casi alternata a quella di Lady Vendetta (Kind Geum-ja; entrambi di Park Chan-woo e quindi Corea del sud). Le colonne sonore dino ad un po' di tempo fa riuscivo ad ascoltarle solamente come parte facente del film stesso, al di fuori di esso rischiavano di perdermi di significato. Tendevo a legarle in maniera forse eccessiva. Un po' alla volta, vuoi la passione per un film, vuoi una traccia che mi ha colpito particolarmente o un autore che si possa trovare interessante, ed ecco che inizio a scoprire il loro valore evocativo independentemente dal film stesso. In molti casi ascoltarle significa ricordare scene del film stesso, anche in maniera assoluta, ma in altri... Si possono ben ascoltare anche in maniera autonoma. Sembrerà che stia per dire un'ovvietà, ma poco importa, ma del resto sia un film che la musica servono per comunicare... emozioni, storie, eventi, documenti e così via... E vi sono alcune colonne che sono veramente portanti e non soltanto fini al film stesso. Ovviamente ritengo che tali siano le due precedentemente citate. A cui così su due piedi aggiungo il tema base presente in Summer di Hisaishi... sia quando lo propone in versione da sei minuti che quando lo stringe in due. Decisamente evocativo e ben ascoltabile al di fuori del film stesso. Per lo stesso motivo mi ha affascinato molto il rock progressivo, in particolare la corrente italiana. Sinfonica, narrativa e capace di raccontare storie alternando spazi narrati con testo ad altri musicati. In alcuni casi si trova lo stesso tema per la durata dell'album, reinterpretato e riproposto a seconda della fase narrativa; in altri si hanno variazioni più complesse con cambi ritmici e musicali. Ma l'obiettivo rimane narrare una singola storia, un singolo racconto sopratutto musicalmente, tanto che la voce, aldilà dell'inserimento canoro in se, può sembrare pura didascalia fine a se stessa. In altri casi si possono anche ascoltare racconti in lingua straniera senza capirci una parola, non ha importanza poiché il mezzo principale è e deve essere quello musicale. E sì che la mia ricerca in tal senso partì semplicemente dalla curiosità di vedere/conoscere chi fossero questi fantomatici "corrieri cosmici". Ora non ne so molto ma ho scperto un mondo nuovo da esplorare. La curiosità mi ha spinto come una barca in preda al vento. Credo che sia così che debba essere. Durante la navigazione non si ffa altro che scoprire.

11.10.05

Ed aumentò

l'asse azimutale. Non so cosa possa voler dire, ma credo non abbia importanza. Continuando a leggere "Proceso ad Hamsun" ho forse capito come mai quando me lo procurai ebbi diverse difficoltà nella lettura. Trattasi in effetti di un libro, ma non della narrativa cui si è soliti comunemente aspettarsi aprendo un libro stampato in tal maniera. Infatti si tratta a tutti gli effetti della sceneggiatura del film omonimo (se non ho capito male poi fu proietattato in una edizione del festival di Venezia di qualche anno fa tra l'altro). Sarebbe la prima volta che mi trovo ad affrontarne una e a provare a leggerla quasi fosse un libro. Non ho trovato semplice, sopratutto all'inizio, riuscire a star dietro ai vari sbalzi, salti scenici. Passaggi da una scena all'altra quasi imprvvisi per poi tornar indietro sulla scena precedente e per finire con tre righe in cui si parla di un cane che abbaia. Un po' alla volta ho iniziato ad approcciarmi immaginandomi le scene, ed ecco che la scena si forma e i vari cambiamenti assumono senso come un puzle che si forma da solo. In effetti è divertente. Un approccio cui non ero abituato ma che in alcuni tratti riesce a coinvolgermi facilmente. In altri rallento la lettura. Non saprei ovviamente dire se sia o meno una buona sceneggiatura, tantomeno se l'approccio di lettura sia quello corretto, ma quantomeno è divertente. Un domani sarebbe curioso vedere il film e confrontare le immagini che mi ero creato con quelle rese dal regista. In alcuni casi è piuttosto semplice per via delle descrizioni abbastanza dettagliate, in altri sono piuttosto assenti, e qui potrebbe entrare in gioco il regista nel riempirle. In altri casi son citati degli specifici brani musicali, ma nelle altre parti? Non credo sia tutto rumori/silenzio di fondo... In altre parti è abbastanza facile intuire tramite il testo stesso come dovrebbe risultare la recitazione stessa. Sarà avvenuta prprio così? O sarà stata interpretata diversamente? Sicuramente se dovessi vedere quel film lo farei con curiosità. Intanto mi accontento di finire la lettura e magari di tirare giù qualche appunto.

10.10.05

Super8

BitBrothers. Girovagando per la rete alle volte si fanno simpatiche scoperte, come questo gruppetto qui. BAsta cercarli un minimo e saltano fuori. Sembrerebbero essere un progetto parallelo dei Tub Ring, altro gruppo che già mi ha coinvolto ultimamente. Tra i vari loro link, dei Super8BitBros, si trovano i già conosciuti Mindles Self Indulgence piuttosto che membri degli Atari. Simpatici, elettronici con gusto retrò. Li invidio quasi. Riuscire a suonare brani relativamente "semplici", compaiono come tali, quasi di facile ascolto, ma non semplicistici. HAnno un che per cui rimangono in testa, risultano decisamente simpatici, vien voglia di riascoltarli e si trovano originali. Forse questo genere musicale che trovo nuovo, in quanto elettronico ma roccheggiante con diversi altri elementi, difficile che al momento riesca a definirlo, dicevo comunque che potrebbe esser uno dei miei generi preferiti. Uno di quelli che mi piacerebbe esplorare ancor più. A patto che non si vada troppo nel sofisticato, poiché in tal senso allora avrei anche diversi altri generi da esplorare. Per ora mi trovo ad esplorare anche altri gruppi che loro definiscono amici. E credo ve ne siano diversi e tanti. Si rischia di perdere l'orientamento se si seguisse semplicemente l'interminabile serie di link trovabile su myspace. Ma intanto è un inizio e di curiosità ve ne stanno tanto. Per il momento mi ci ributto.

9.10.05

Gaspita

Altra scampagnata finita. Un paio d'ora di viaggio in treno ed ecco finalmente comparire il cartello recitante "Maleo", e poi "Piadana" e poi un'altro che ti riscalda come fossi in un "Bozzolo" dopo esser passati per una cava. Finite le stazioni con nomi particolari l'arrivo a Mantova è puntuale. Subito si presenta una cittadina tranquilla, complice anche una delle domeniche a piedi, meno macchine in giro per fortuna. Un simpatico sole allieta e facilita gli spostamenti all'aria aperta. Ottimale per poter camminare osservando i vari palazzi che si presentano sulla strada. All'andata la direzione è per Palazzo Ducale, meta principale della giornata. Motivo per cui le strade verso quel luogo saranno le principali, senza deviazioni verso pertugi meno conosciuti. Si presentano portici interessanti, qualche terrazzo incombente e altri piacevoli alla vista. Sembra quasi esserci poca gente in giro, fino a quando non si arriva a quello che poi sembra esser il vero e proprio centro. Qui complice una sorta di manifastazione culinaria con stand dalle varie regioni italiane, si incontra tanta gente, forse anche fin troppa. Ma ciò non leva la possibilità di vedere qualche stand e di dirigrsi verso il Palazzo. All'una decido di entrare, pare vi sia poca gente dentro, meglio. Le prime stanze mi lasciano un po' perplesso, diversi quadri ad olio, ritratti, con una illuminazione che impedisce di guardarli. Di mio ho difficoltà ad apprezzare la ritrattistica, molto spesso la trovo triste come soggetto, in questo caso i riflessi delle luci sulle tele stesse rendono impossibile la visione delle stesse. Ma vabe'. Proseguo. A mano a mano è un crescere di stupore. "La stanza degli sposi" è davvero qualcosa di paricolare. Solo lì sarò stato venti minuti buoni a cercare di osservare i vari particlari: dalla nana, ai puttini con espressioni particolari, al cavallo di spalle, le tende, la città sullo sfgondo in particolar modo ha colto il mio sguardo lasciandomi fermo ad osservarla come incantato. Ed ovviamente il "pozzo": mi pare davvero che sian affacciati ad un pozzo come potrebbero fare tante persone, solo che siamo noi spettatori ad esser guardati.. In teoria si poteva star solo cinque minuti, ma non c'era nessuno in coda ed eravamao soltanto in due all'interno: ce la siamo presa con comodo. E poi la prosecuzione. Un dedalo di stanze torri e passaggi particolari. Non tutti i corridoi e stanze sono accessibii, ma già vi sarebbe da perdersi. Del resto il tema del labirinto lo ho notato, anche se solo per caso, ben tre volte nelle varie rappresentazioni. Dl soffitto agli affreschi. Penso che a cercarne altri se ne potrebbero trovare ben altri. In particolare poi mi hanno colpito la stanza dei cavalli per la sua asimmetria (anche qui u labirinto disegnato), la stanza dei fiumi e quella degli arazzi (in pariclare alcune espressioni erano decisamente realistiche). Ma di particolari ce ne sarebbero a iose. Alla fin fine son stato dentro solo un'oretta emmezza, ma volendo ci sarebbe da vedere per molto più tempo. All'uscita mi ritrovo davanti alle bancarelle e ci scappano due panini contenenti una fetta di cotechino mantovano l'uno, non sarà la massima delle eleggerezze ma davvero buono. Per concludere il pranzo un paio di dolci (una sfoglia con crema di limone e mandorle e una pastafrolla alla amarena). Poi via verso il lago avedere un po' d'acqua qualche barca e il verde circostante. Di ritorno si prendono delle viette e si scopre il museo dei pompieri, con all'interno una bella raccolta di automezzi messi in pensione (due barche, dalle biciclette ad un gigantesco mezzo anfibio) e attrezature varie. Altre vie ed ecco comparire museo intitolato a Tazio Nuvolari. Scappa la visita pure qui. Un museino piccolo con i vari carteggi, documenti e premi vari. Di curioso un grande schermo con un documentario dell'istituto Luce del ventennio sull'eroe locale. Eppoi ancora disperdersi per le vie, un paio di chiese, piazza virgilio ed altri particolari. Tanto è quello che ho lasciato da visitare. Da un lato anche appositamenteper aver la scusa per tornaci. Prima o poi sarà da fare pensando che mi sia piaciuta come città.

Alle volte

basta poco
Brullo


L'immenso mentre coglie un intrepido autista parcheggiare in modalità disonesta in divieto di sosta. Momento immortalato da anonimo fotografo passante cui andrebbe consacrato l'oscar il nobel e così via a vita. Mi inchino a tanta abilità.

8.10.05

Ce lo ho detto

proprio a tutti. Ma se lo dicessi con voce alta, tutti mi sentirebbe meglio. Ma ho voce bassa, e nessuno mi ascolterebbe se non lo scrivesse. Il dottore me lo disse più volte: scrivi che ti passa. Sie, è passato ed è andato oltre. Nel frattempo che attendo il secondo passaggio, sono andato a guardarmi il trailer de "L'Arco"... fremo sempre per l'attesa. Un sito lo da in uscita per il 21 Ottobre, un'altro per il 4 Novembre. Al momento non credo mi creino troppo fastidio delle incoerenze di questo tipo, al limite si tratta di aspettare un paio di settimane in più, niente di male. Non ne vedo l'ora. Già da tempo ho iniziato a spammare su questo film, insistendo come film assolutamente da vedere. E credo prprio continuerò in tal senso. Veramente emozionante a dir poco... Coinvolgente... Fotografia unita a colonna sonora in maniera direi rara, quasi unica. Una sorta di Poesia fatta Film. Il soggetto è fiabesco, in questo senso "semplice", il che non vuol dire affatto semplicistico. Anche da una trama tranquilla e lineare, in cui gli eventi veri e propri sono pochi ed entro gli standard, quindi volendo "prevedibili", si ha una narrazione proporzionata delle parti della storia, un sviluppo dei personaggi lineare senza appesantimenti o scorciatoie inutili. Una recitazione che sembrerebbe semplice, ma sottolineo quel sembrerebbe. Sento già qualcuno che vorrebbe dire " ma che ci vuole a far due sorrisi ed un pianto". Bene, dico che ci vuole, e tanto. Riuscire a farli rendendo anche l'idea di quel che si vuole, senza mostrar difficoltà nel farlo e a maggior ragione facendolo passare per semplice vuol dire aver recitato bene. Come la recitazione di lei in Dolls, deve fare "solo" la parte della catalitica... Una recitazione a mio avviso ottimale, che personalmente prendo come ottimo esempio. In questo film poi ovviamente bisogna aggiungere come già detto la fotografia abbinata ad una musica coinvolgente. I dialoghi sono al minimo, direi tre in tutto il film. I due protagonisti non si sentono mai parlare. Potrebbe esser qusi un film muto, che tanto i dialoghi si intuiscono comunque. Non son essenziali per lo svolgimento, ma servono solo quasi di contorno. Per ricuperare quel numero tre tanto caro al regista e per inserire altresì il climax ascendente che si ritrova anche in altri suoi film. Anche l'immagine "sbiancata" simbolo di cambiamento mi sembrava di averla già notata almeno in un altro film di Kim KiDuk... Ma me la tengo come affermazione insicura. Intanto inizio a preparare scorte di fazzoletti per l'unico film che è riuscito a farmi scorrere lacrime a scena aperta...

7.10.05

Lettera

in arrivo
angrymmm


Mi è arrivata una lettera curiosa che andrà letta attentamente. In questo momento come si può evincere dall'immagine la sto ancora osservando attentamente. Nel mentre che aspetto di finire di leggerla inizio a pigiare i tasti sulla tastiera, ma ponendo discorsi non necessariamente con un senso logico adatto ad affermare discorsi sensati. Il tempo è piovoso e non ivoglia auscir dall'uscio, complice un raffreddamento che non vuole saperne di passarsene. Fiacco ma contento mi rallegro volendomi godere "mezzo giorno emmezzo di fuoco", ma evidentemente la copia in mio possesso deve aver qualcosa che non va, continua a saltare. Gli levo la corda ma continua lo stesso. Nulla. Mi innervoseico e chiudo quel tubo catodico. Già ne ho poca simpatia. Appiccio la musica, per un po' mi va', ci mancherebe e partono i Sigur Ros, adatti ad un clima come questo. E contemporaneamente parte una ricerca di immagini delle Faroer. Ne esce qualcuna di interessante, sopratutto per alcune panoramiche. Faccio per cercarne anche dell'Islanda, ma i tempi si allungherebbero troppo per una serata in cui le palpebre sembrano esser ingrassate improvvisamente e non fanno altro che cascare. Per fortuna non si fanno male, ma danno noia lo stesso. Come questa lettera che sembra non voler finire... uffi... e intanto il tempo passa e mi sa che continuerò la lettura di questa bollet... bolletta? E non potevi dirmelo prima?!?! Ma uffi! Eh sì certo come no... certamente, sì anche io, ma vedrai che poi anche te quella volta... enon alzare la voce sai, ma come ti permetti! MA basta per favore! va sempre a finir così...

6.10.05

Ancora 15 minuti

e avrò finito di sentire i miei primi tre brani dei Breathe One's Last. Gruppo goticheggianteabbastanza con sonorità anni ottanta e che possono ricordare anhe i Depeche Mode. Fin qui nulla di strano. Basta leggere un minimo le frasi che si aggirano quatte quatte intorno al loro nome. Paiono attivi dal 96 per aggirarsi nelle zone lombarde presentando tre lavori autoprodotti. A poco dovrebbe uscire il quarto. A Novembre afferma il loro sito. Sicura sarebbe la loro presenza questo sabato al Transilvania qui a Milano. Uhm, 10 euro l'ingresso... potrebbe anche starci se altri programmi non si interponessero. I brani in ascolto sembrano abbastanza tranquilli, un po' patinati con la voce predominante sul resto e abbastanza lineare, forse fin troppo, ma è nel genere musicale. La struttura dei brani può sembrare abbastanza originale. Si riconoscono le strutture base dei brani, ma possono passare in secondo piano grazie all'uso di alcuni cori piuttosto che tastiere. Al momento sembrerebbero attrarmi. Riescono a tratti ad evocarmi atmosfere interessanti. Ora sentendo una voce quasi growl in contrasto col coro mi son venuti in mente i Cradle of Filth, in particolare un loro disco, che ascoltai muovendomi in autostrada verso i festeggiamenti di fine anno. Fu una scelta azzeccata. Il buio, le stelle che compaiono e scompaiono dietro i monti, se non erro anche un po' di luna, l'ìoscurità delle vette stesse, l'aria invernale e della neve avanzata. E quelle grida che fuoriuscivano dalle casse in contrasto con le melodie. Ho sentito definirli anche come "commerciali" da talune persone molto dentro il genere, tanto da travalicarlo anche. Ma forse eran semplicemente pisani. O forse trovavano la loro spettacolarità, tipica sopratutto dei loro concerti, esagerata in confronto all'aspetto musicale che per loro poteva andare in altro senso. In questo potrei anche capirli. Alcuni inserti musicali tendono anche troppo ad una teatralità un po' fine a se stessa, non ha molta valenza a livello teatrale e tende a spettacolarizzare troppo il brano. Però trovo che faccia anche la sua scena, e che renda anche l'idea. Intanto li ho rimessi in ascolto. Un po' di ripasso fa anche bene.

5.10.05

I topi non avevano

Nipoti. Da non credere. Comunque sta di fatto che una volta lessi una bella frase su di un bisglietto appicicato ad uno schermo di un computer. All'incirca diceva di ricordarsi di scrivere ogni giorno. Un fatto curioso che alle volte stimola a trovare argomenti di cui parlare o semplicemente di cui pensare. Inoltre mi ha stimolato a riprendere a leggere più assiduamente di quel che facevo negli ultimi periodi. Sono diversi i libri arretrati che ho la possibilità di leggere, ma naturalmente sono partito dall'ultimo, ovvero "La miseria in bocca" di Flann O'Brian. Dello stesso autore avevo letto in precedenza "Una pinta di inchiostro irlandese", uno dei miei libri preferiti per via della sua originalità e la volontà di confondere le idee con una punteggiatura particolare e dei vari piani narrativi che si incrociano di volta in volta. Da considerare che l'autore ha scritto testi "joyceiani", dal che si può dedurre quale siano i suoi intenti narrattivi. Ovvero prendere le strutture base, rimescolarle e tirarne fuori qualcosa d particolare. In quest'ultimo testo invece sembra più tranquillo dal piano narrativo. Sembra divertirsi moltodi più giocando con molteplici aspetti della vita gaelica. Lo stesso libro si presenta quasi come una autobiografia di un gaelico il cui intento è parlare della gaelicità e della bellezza di esser gaelico. L'ironia pervade il libro, in alcuni casi sembra sorprendente la fantasia dell'autore nell'inventare situazioni particolari o semplici nomi a sorpresa o a riprendere discorsi fatti in precedenza. In altri sembra scadere in scenette, battute, situazioni abbastanza prevedibili, quasi a livello barzelletta. Nel complesso me lo sto divorando, complice un'agile scrittura. Peccato per i rifrimenti linguistici e culturali al mondo gaelico. In alcuni casi sembrano evidenti i riferimenti a libri molto comuni in irlanda, per esempio, o a situazioni che possono esser realmente accadute anche se in altri termini. Probabilmente ha infarcito la narrazione con continui accenni di questa tiplogia. Ma comunque scorre. E in attesa trovo "Processo a Hamsun". Narrazione della vita dello scrittore norvegese, figura molto controversa: premio Nobel per la letteratura da un lato, dall'altro accusato di aver accettato e quasi favorito l'ingresso dei nazisti nel suo paese... Sembra prevalere nei sui confronti ormai una corrente più "buonista" che sembra sminuire gli aspetti negativi... ma sempre grandi fervori scatena il suo nome. Dell'autore in questione in effetti avevo letto qualche romanzo, e in particolare mi viene in mente "Fame" (sult), poiché di questa anrrazione vedemmo anche il film durante una lezione di danese. Ricordo poco della versione cinematografica, ma ripensando al libro credo che nopn fosse riuscito a trasmettermi precisamente le stesse sensazioni; in questo senso potrei dire che non mi fosse piaciuto molto, ma son ricordi vaghi. D'altro canto lo stesso professore ci fece vedere anche degli spezzoni di "The Kingdom", la serie di Lars von Trier. Ovviamente solo alcune parti, data la lunghezza, ma a posteriori mi è servita per potermi vedere tutta la serie con maggior attenzione e interesse. The Kingdom due" anche dovrei sempre vedere, ma diamo tempo al tempo. Che forse per ora mi sta per scadere... Altrimenti faccio presto a finir gli argomenti. Ciuf ciuf ciuf CIAF. Stiacciato qualcosa. Devo stare più attento a quando guido maremmaaa...

3.10.05

Senzia fiato

senza Bronco.Una standing ovation saluta l'arrivo di "too much coffeeman" nella grafica di 'sto coso sitoso. Mentre le orecchie ascoltano Roy Paci & Aretuska. Qualche ricordo di una estate che poteva esser sia la scorsa che la precedente. Qualche ricordo che s'accavalla. Come il concerto in cui vidi il di cui sopra esimio Roy alla cascina Monluè in un concerto molto coinvolgente, con anche alcuni tratti di scenografia divertenti. Fu la prima volta in cui potei apprezzarlo e per ora l'ultima, sperando che non sia sempre così. Tenersi al passo con le sue uscite discografico è difficile, tre se non sbaglio solo quest'anno. Considerando che oltretutto si è sviluppato come rodie balza ancora più agli occhi il numero di incisioni. Per quanto riguarda l'aspetto concertistico mi sembra mantenga comunque un numero di date nella media, ma interessante ho trovato le locazioni dei concerti, solitamente non i soliti luoghi di aggregazione da grandi numeri bensi posti più tranquilli, magari all'interno di qualche rassegna, fatti che oltre a dar la possibilità di poter far apprezzare in miglior modo il concerto, aiuta a mantener i prezzi d'ingresso più mantenuti. Una delle ultime volte che andai alla cascina Monlué invece fu per vedere i Napalm Death. M'aspettavo chissà quanta gente, invece mica tanta. Da un lato meglio, son potuto arrivar con calma e posizionarmi alla sbarra ed in posizione centrale. Risultato: godere appieno un concerto niente male, anzi bello. Una gestione del palco quasi particolare, con chitarrista e bassista che alla fine di ogni brano si avvicinavano alla batteria e voltavano le spalle immobili fino a che non iniziasse il brano successivo. Il cantante che si dimenava per tutto il palco con occhi allucinati e qualche gioco di luce semplice ma ben giostrato. Ovviamente non mi soffermo a parlare delle canzoni, a parte far notare che hanno finito il concerto con la cover "Nazi Punk Fuck Off". Altre volte sono andato a vedere concerti a caso, sempre riuscendo ad aver piacevoli sorprese. Come altre volte ho fatto ricerche semi a caso su internet, per scoprire anche qui delle curiosità. Come appuntoquel simpatico ometto fumante e con la testa a tazzina piena di caffé. Una volta trovai anche un suo albo pubblicato qui in Italia. Un costo diciamo non troppo basso me lo fece lasciare lì per lì un paio di volte per poi non vederlo più tra gli scaffali. Sarà andato a prendersi un caffé, o magari aveva un appuntamento con TeaGirl. Non saprei. Ma tant'è, se un giorno vedrete un curioso ometto con la testa a forma di tazzina potrete dire orgogliosi agli astanti basiti dalla sua presenza: io so chi è!

La Carreggiata

Potemkin. Finalmente la Visione. Prima di tutto un sentitissimo Grazie ai SoulTakers che hanno composto ed eseguito la colonna sonora del film. In particolar modo a quella Badalini, che da dietro il piano interpretava con trasporto la partitura ed il film tanto da riuscire a coinvolgermi in maniera decisa. Uno di quei casi in cui la colonna sonora diventa decisamente portante. Porta commozione e partecipazione al film, interesse ed emozione. In taluni momenti proprio mi son scoperto ad osservare la pianista invece che il film. Si muoveva, si inarcava e lasciava andare, si agitava e si fermava. Sembrava quasi recitar la musica. Con trasporto. Il che è stato davvero imprtante. Il tutto su di un film che Fantozzi a parte trovo sia un film che vada visto. Certo, non dirò un'originalità con la frase precedente, ma credo che vada ricordato. Da un lato mi sono anche sorpreso di come potese esser così espressivo nonostanze i mezzi dell'epoca non fossero poi così tanti. In alcune scene mi son rivisto alcuni passaggi di altri film più moderni, tanto che poteva sembrare che questi ultimi avessero preso ispirazione da qui. Veramente una pietra miliare. (in pallini credo sarebbero un 4.5, anche grazie alla colonna sonora del momento). Un argomento interessante è quello delle interpretazioni dal vivo delle colonne sonore. Troverei interessante poter assistere ad altre visioni del genere. In particolare qui a milano allo spazio Oberdan effettueranno altre proiezione del genere. Credo che sarebbe un'ottima occasione per approfittarne.

2.10.05

Sincronismo

metereopatico. Col maltempo e pioggerella incessante. Di come la stanchezza chiuda gli occhi e il grigiume del cielo aumenti questo stato. Dell'attesa dell'arrivo della corazzata. Il caso dativo. Le spese folli tarpate in partenza. La culla l'Anna e la Lucia a Monteggiori. E qualche mese per decidere. Mentre leggo e guardo. Il BVZM a mezzogiorno emmezzo. Oppure Il cane di Pavlov in una Magma afrodisiaca. Ma poi sarà realmente Lovecraft? Fred Asterix. E potrei andar avanti. In questa sorta di elenco avulso di eventi. Che poi in realtà potrebbero anche esser titoli di un eventuale post. Nell'indecisione e nella sorta di fretta dell'ultimo minuto mi son ritrovato a scrivere. Ma un eventuale titolo potrebbe esser stato riguardo alla corazzata Ptemkin, che alla fin fine sta incombendo sempre più. Credo convenga attrezarsi allo scontro diretto e non farsi cogliere impreparati al momento opportuno. Muto con cartelloni in italiano pare e accompagnamento dal vivo dei Soultekers. Con fermento lattico vivo e ph neutro mi accingo ad adurre motivazioni plausibili come fossero giustificazioni per una sorta di assenza, o forse meglio presenza. Sento già il clamore della carrozina. Lo sento, lo sento, lo sento...