Gaspita
Altra scampagnata finita. Un paio d'ora di viaggio in treno ed ecco finalmente comparire il cartello recitante "Maleo", e poi "Piadana" e poi un'altro che ti riscalda come fossi in un "Bozzolo" dopo esser passati per una cava. Finite le stazioni con nomi particolari l'arrivo a Mantova è puntuale. Subito si presenta una cittadina tranquilla, complice anche una delle domeniche a piedi, meno macchine in giro per fortuna. Un simpatico sole allieta e facilita gli spostamenti all'aria aperta. Ottimale per poter camminare osservando i vari palazzi che si presentano sulla strada. All'andata la direzione è per Palazzo Ducale, meta principale della giornata. Motivo per cui le strade verso quel luogo saranno le principali, senza deviazioni verso pertugi meno conosciuti. Si presentano portici interessanti, qualche terrazzo incombente e altri piacevoli alla vista. Sembra quasi esserci poca gente in giro, fino a quando non si arriva a quello che poi sembra esser il vero e proprio centro. Qui complice una sorta di manifastazione culinaria con stand dalle varie regioni italiane, si incontra tanta gente, forse anche fin troppa. Ma ciò non leva la possibilità di vedere qualche stand e di dirigrsi verso il Palazzo. All'una decido di entrare, pare vi sia poca gente dentro, meglio. Le prime stanze mi lasciano un po' perplesso, diversi quadri ad olio, ritratti, con una illuminazione che impedisce di guardarli. Di mio ho difficoltà ad apprezzare la ritrattistica, molto spesso la trovo triste come soggetto, in questo caso i riflessi delle luci sulle tele stesse rendono impossibile la visione delle stesse. Ma vabe'. Proseguo. A mano a mano è un crescere di stupore. "La stanza degli sposi" è davvero qualcosa di paricolare. Solo lì sarò stato venti minuti buoni a cercare di osservare i vari particlari: dalla nana, ai puttini con espressioni particolari, al cavallo di spalle, le tende, la città sullo sfgondo in particolar modo ha colto il mio sguardo lasciandomi fermo ad osservarla come incantato. Ed ovviamente il "pozzo": mi pare davvero che sian affacciati ad un pozzo come potrebbero fare tante persone, solo che siamo noi spettatori ad esser guardati.. In teoria si poteva star solo cinque minuti, ma non c'era nessuno in coda ed eravamao soltanto in due all'interno: ce la siamo presa con comodo. E poi la prosecuzione. Un dedalo di stanze torri e passaggi particolari. Non tutti i corridoi e stanze sono accessibii, ma già vi sarebbe da perdersi. Del resto il tema del labirinto lo ho notato, anche se solo per caso, ben tre volte nelle varie rappresentazioni. Dl soffitto agli affreschi. Penso che a cercarne altri se ne potrebbero trovare ben altri. In particolare poi mi hanno colpito la stanza dei cavalli per la sua asimmetria (anche qui u labirinto disegnato), la stanza dei fiumi e quella degli arazzi (in pariclare alcune espressioni erano decisamente realistiche). Ma di particolari ce ne sarebbero a iose. Alla fin fine son stato dentro solo un'oretta emmezza, ma volendo ci sarebbe da vedere per molto più tempo. All'uscita mi ritrovo davanti alle bancarelle e ci scappano due panini contenenti una fetta di cotechino mantovano l'uno, non sarà la massima delle eleggerezze ma davvero buono. Per concludere il pranzo un paio di dolci (una sfoglia con crema di limone e mandorle e una pastafrolla alla amarena). Poi via verso il lago avedere un po' d'acqua qualche barca e il verde circostante. Di ritorno si prendono delle viette e si scopre il museo dei pompieri, con all'interno una bella raccolta di automezzi messi in pensione (due barche, dalle biciclette ad un gigantesco mezzo anfibio) e attrezature varie. Altre vie ed ecco comparire museo intitolato a Tazio Nuvolari. Scappa la visita pure qui. Un museino piccolo con i vari carteggi, documenti e premi vari. Di curioso un grande schermo con un documentario dell'istituto Luce del ventennio sull'eroe locale. Eppoi ancora disperdersi per le vie, un paio di chiese, piazza virgilio ed altri particolari. Tanto è quello che ho lasciato da visitare. Da un lato anche appositamenteper aver la scusa per tornaci. Prima o poi sarà da fare pensando che mi sia piaciuta come città.

2 Comments:
Te l'avevo detto che meritava!
Mi piacerebbe tornarci in inverno.
Ho tralasciato diversi luoghi da vedere... Motivo in più per tornarci :) Da qui è veramente comoda da raggiungere. Una cosa che forse non ho sottolineato sono i biglietti ferroviari scontati del 50% :D
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